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26/01/2026 18:19
Ultima chiamata per salvare l’Oltrepò vitivinicolo e garantire continuità alla principale cooperativa, Terre, che in passato raccoglieva oltre la metà delle uve prodotte in zona.
L’assessore regionale all’agricoltura Beduschi, che lunedì mattina ha riunito al tavolo commissari, organizzazioni sindacali e organizzazioni agricole, non usa mezzi termini: o il territorio resta unito e si procede insieme verso il rilancio della cantina, o potrebbe non esserci un’altra possibilità.
L’incontro si è svolto, tra l’altro, a stretto giro dalle dichiarazioni del Partito democratico pavese che, in una conferenza stampa, ha attaccato duramente la gestione della crisi della cantina, chiedendo maggior trasparenza e garanzie sul fatto di non svendere la cantina o prestare il fianco a dinamiche speculative.
“I commissari governativi hanno un mandato chiaro - spiega la Regione - garantire continuità operativa, tutelare i lavoratori e salvaguardare la base sociale dei produttori vitivinicoli. Parlare di scarsa trasparenza non sta in piedi - prosegue - sono gli stessi commissari a garantirla, ma ciò non significa trasformare una trattativa delicata in un reality show”.
Già perché la tensione è talmente alta sul territorio (con molte aziende sull’orlo del fallimento) e gli interessi in gioco talmente importanti (si parla di una realtà che fatturava poco più di 30 milioni con prezzi delle uve ai minimi storici), che la fame di notizie è enorme, e ogni indiscrezione, ogni voce, passa di bocca in bocca, velocissima e, a volte, pure zoppa, manipolata o magari incompleta.
“L’interesse di Collis - ha spiegato ancora la Regione - va inteso in una prospettiva di continuità aziendale di lungo periodo, è esclusa qualsiasi ipotesi di smembramento o di operazioni speculative”.