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07/09/2026 16:31
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
Prima l'ha colpito al volto, poi l'ha strangolato e una volta che l'ha lasciato senza vita ha dato fuoco all'appartamento per occultare le prove, non prima di avere mandato alcuni messaggi con il suo telefono, per depistare. Così gli uomini della questura di Pavia hanno ricostruito la morte di Roberto Iabichella, sessantenne vigevanese, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato ucciso da Roberto Manfrin. Che ha cercato anche di sviare le indagini. Ma non è servito a molto, perché nel giro di qualche settimana gli uomini della questura di Pavia hanno capito che quello che era successo a Roberto Iabichella un sessantenne residente nelle case Aler di via Foscolo non era una disgrazia. È domenica 23 agosto quando le fiamme divampano nell'appartamento del quartiere popolare dove vive. I vicini subito chiamano i vigili del fuoco e i soccorsi, ma non c'è niente da fare. Iabichella muore nella casa che gli è stata assegnata da poco. Secondo una prima ricostruzione si sarebbe addormentato con una sigaretta. Ma non convince il magistrato di turno. Che dispone ulteriori indagini affidandole alla procura di Pavia. Vengono visionate le telecamere di videosorveglianza. Si passano al setaccio i vicini, i conoscenti e i telefoni. Spunta il nome di Francesco Manfrin, 48 anni, originario di Palestro. In passato avrebbe già incendiato casa propria. Secondo le ricostruzioni i due avrebbero litigato, per motivi legati a una donna. Li ha sentiti un vicino di casa. Poi ci sono i colloqui telefonici, le immagini di videosorveglianza e quei segni al volto e al collo che non lasciano dubbi. È il 6 settembre, ancora domenica, quando gli uomini della squadra mobile della questura danno esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Pavia su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di Francesco Manfrin, procedendo contestualmente a un’approfondita perquisizione. Le accuse sono quelle di omicidio aggravato, incendio e distruzione di cadavere.