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19/06/2026 18:56
Era all’interno del cimitero di Lambrate a Milano, dove si era recato per rendere omaggio ai genitori scomparsi. Il sole stava per calare, lasciando il posto alle tenebre. Ma una volta raggiunto il cancello per uscire, le porte non accennavano ad aprirsi. Degli addetti ai lavori, nemmeno l’ombra. Sembra l’inizio di un film dell’orrore di Fulci o Romero, e invece, è accaduto veramente. Protagonista di questa tetra vicenda, grottesca ma anche frustrante, Emanuele Carlo Ostuni, attore e redattore che ha deciso di segnalare tutto sui propri social.
Era mercoledì 17 giugno: poco prima delle 18, l’orario consueto di chiusura, la campanella ha suonato per avvisare il pubblico di uscire dal cimitero. Ostuni è arrivato ai cancelli alle 18.05, dopo che la sirena si era già interrotta da qualche minuto, rimanendo intrappolato dentro la struttura. Con lui c’era un altro uomo. Non c’era invece nessuno del personale né addetti alla sicurezza e il pulsante dell’SOS era fuori uso. All’esterno, lì davanti, passavano solo alcuni autobus della linea 55, ma gli autisti poco potevano fare per aiutare lui e l’altra persona. Ai due, non è quindi rimasto che chiamare la polizia locale, che ha mandato alcuni addetti di un’agenzia di sicurezza che hanno potuto tirarli fuori. Erano le 18.45.
Dopo l’accaduto, Ostuni ha deciso di inviare una lettera all’ufficio del cimitero di Lambrate segnalando le diverse criticità che ha riscontrato, dall’assenza di personale di controllo al guasto dei pulsanti dell’SOS fino anche alla mancanza di risposte da parte di due numeri preposti per le emergenze da lui chiamati in quei 40 minuti di prigionia. Dagli autisti della 55, il redattore ha per giunta saputo che al mese in media rimangono chiuse tra le 4 e le 5 persone nella struttura. Anche per questo, Ostuni ha deciso di non rimanere in silenzio.