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29/07/2026 18:34
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Il 25 luglio 1943, in seguito al voto del gran consiglio del fascismo, Benito Mussolini fu destituito e fatto arrestare da re Vittorio Emanuele III. Quel giorno cadde ufficialmente il fascismo, molti italiani pensarono potesse finire anche la guerra, invece iniziò, su gran parte del Paese, l’occupazione nazista e la Resistenza. In quel giorno, però, molti festeggiarono, e tra essi c’era la famiglia Cervi. Lavoratori delle campagne della provincia di Reggio Emilia, decisero di offrire una pastasciutta gratis a tutto il paese di Campegine, condita con quello che c’era: burro e parmigiano. I fratelli Cervi purtroppo andarono incontro alla fucilazione pochi mesi dopo, uccisi dai repubblichini. A loro però si deve la nascita della tradizione della pastasciutta antifascista, celebrata da allora in varie zone d’Italia per ricordare la caduta del fascismo. Se per molte città la rievocazione è una tradizione, a Garlasco non era mai stata fatta prima di questa estate: a portare questa particolare forma di commemorazione, che unisce storia e gastronomia, è stato il presidio di Vigevano di Libera, che ha schierato le tavolate nel centralissimo corso Cavour.