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29/01/2026 19:09
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Oltre centomila accessi all’anno e più di trecento pazienti al giorno: il pronto soccorso del Niguarda arriva alle Olimpiadi dopo una riorganizzazione pensata proprio per reggere l’impatto dei Giochi invernali di Milano-Cortina.
La prima novità è strutturale: nascono un pronto soccorso e un reparto olimpico dedicati esclusivamente ad atleti, staff e delegazioni. Due percorsi separati da quelli dei cittadini, con personale dedicato e accessi indipendenti.
Il primo dispone di oltre venti postazioni per la gestione immediata delle urgenze, mentre l’unità operativa dedicata alla degenza conta undici stanze attrezzate anche per pazienti critici.
Cambia anche il coordinamento: per il periodo a cinque cerchi viene attivata una centrale Olimpica operativa in continuo, una vera sala di comando che monitora in tempo reale posti letto, sale operatorie, terapie intensive e disponibilità degli specialisti, collegata direttamente al sistema regionale dell’emergenza.
Il Pronto Soccorso generale, intanto, resta pienamente operativo. I flussi sono stati ridisegnati per ridurre le attese: l’80 per cento dei pazienti viene dimesso in giornata e i casi più gravi accedono senza passaggi intermedi alle aree ad alta complessità, con TAC e sale operatorie integrate.
Anche la logistica si adatta ai Giochi: tornano le navette elettriche interne, attive per collegare rapidamente i padiglioni dell’ospedale.