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17/06/2026 18:49
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

È stata ridotta da 2 anni e 8 mesi a 1 anno e 6 mesi la condanna in abbreviato per resistenza a pubblico ufficiale per Fares Bouzidi, il 22enne che guidava lo scooter con a bordo Ramy Elgaml, morto a Milano il 24 novembre 2024 dopo un lungo inseguimento con i Carabinieri. Al ragazzo, la seconda penale della Corte d’Appello, presieduta da Enrico Manzi, ha riconosciuto le attenuanti equivalenti alla recidiva e ha anche ridotto i risarcimenti a suo carico da 2mila a mille euro per danni morali a favore di ognuna delle parti civili, cioè dei sei militari di questo filone.
Il sostituto procuratore generale Vincenzo Fiorillo aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado emessa a giugno 2025 dal gup Fabrizio Filice, ritenendola dura ma adeguata. In attesa di leggere le motivazioni, i legali di Bouzidi, Debora Piazza e Marco Romagnoli, hanno festeggiato con il loro assistito uscendo dall’aula.
Prima della sentenza, il 22enne ha reso dichiarazioni spontanee davanti al giudice, dicendosi dispiaciuto di non essersi fermato all’alt e anche per la morte dell’amico, per cui rigetta però ogni responsabilità. In virtù di questa presa di coscienza, i legali avevano già deciso prima dell’udienza di ritirare il motivo di appello di insussistenza del reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’auspicio da parte di Bouzidi e dei difensori, ora, è che ci sia buonsenso anche da parte dei carabinieri nel filone principale del processo.
Dopo la pausa estiva, infatti, si terrà l’udienza preliminare davanti alla gup Tiziana Landoni per la morte di Ramy Elgaml. Imputato per omicidio stradale in concorso, oltre allo stesso Bouzidi, anche il carabiniere alla guida dell’ultima auto inseguitrice, quest’ultimo per “eccesso colposo nell'adempimento del dovere”. E poi, a vario titolo, altri sei militari per depistaggio, favoreggiamento e falso ideologico.