Cerca nel sito

Cerca telefono

cognome o nome azienda

Videonews


26/01/2026 17:44
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Il conto che arriva a fine mese, per molte famiglie lombarde, è diventato ormai una seconda malattia da affrontare. È quello delle rette nelle RSA per i malati di Alzheimer, una questione che da mesi resta sospesa tra promesse e vuoti normativi. Ora il Partito Democratico riaccende la polemica, accusando Regione Lombardia di non aver ancora messo nero su bianco alcuna soluzione.
Il nodo riguarda la ripartizione dei costi per le persone affette da Alzheimer e da patologie neurodegenerative ricoverate nelle strutture sociosanitarie. Una materia complessa, a metà tra competenze sanitarie e sociali, che negli ultimi anni ha generato ricorsi, richieste di rimborso e un crescente contenzioso. In Lombardia sono oltre 150 i fascicoli aperti, che coinvolgono almeno 84 RSA, con famiglie che chiedono di non dover sostenere integralmente rette sempre più elevate.
Secondo il Pd, la Regione aveva riconosciuto il problema e si era impegnata a intervenire entro la fine del 2025. Il tema era stato sollevato già in primavera, poi con un question time e infine durante la discussione del bilancio regionale, quando un ordine del giorno approvato impegnava la giunta a definire linee guida chiare sulla ripartizione degli oneri, in attesa di un intervento nazionale.
Ma, a oggi, denunciano i dem, non esisterebbe alcun atto concreto: nessuna delibera, nessun decreto, nessuna circolare. Nemmeno nelle Regole di sistema approvate a fine dicembre compare una indicazione su come la Regione intenda muoversi.
Nel frattempo, migliaia di famiglie continuano a convivere con una doppia incertezza: quella della malattia e quella economica. Un limbo normativo che pesa ogni giorno sui nuclei Alzheimer, mentre sentenze e pronunciamenti giuridici continuano a mettere in discussione l’attuale distribuzione dei costi tra sanitario e sociale.
Per il Pd, la Regione non può restare ferma in attesa di una legge nazionale. La richiesta è di intervenire subito, con atti chiari e tutele certe, per uscire da un caos che dura ormai da troppo tempo.