Nuova casa di riposo: 2026 anno chiave per la progettazione

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Mercoledì, 07 Gennaio 2026 13:12
  • 07 Gen

Il 2026 potrebbe segnare l’avvio del percorso per la realizzazione di una nuova casa di riposo a Vigevano. Il tema è tornato al centro del dibattito in Consiglio comunale,

anche se la discussione si è momentaneamente arenata in attesa dell’approvazione del bilancio dell’azienda multiservizi comunale, che gestisce, tra le altre attività, la Rsa De Rodolfi.

In aula, il direttore generale Andrea Deplano ha richiamato alcuni passaggi significativi della relazione che accompagna il documento contabile. Le rette della casa di riposo, attualmente fissate a 55 euro al giorno, sono state aumentate soltanto due volte negli ultimi dodici anni e restano nettamente inferiori rispetto a quelle applicate nei Comuni limitrofi. Tuttavia, secondo quanto riportato nella relazione, un adeguamento delle tariffe «non è più procrastinabile», anche a causa degli elevati costi di gestione legati alla struttura ottocentesca di via Bramante e di una lista d’attesa che conta diverse centinaia di nominativi.

«Non ci sono alternative: è necessaria una nuova struttura che comporti minori costi di gestione», ha affermato il sindaco Andrea Ceffa. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come la realizzazione di una nuova Rsa imporrà una riflessione sull’attuale assetto dell’azienda multiservizi comunale, che oggi comprende farmacia comunale, telesoccorso, casa di riposo, canile, trasporto scolastico e l’intero ciclo dell’assistenza domiciliare. «Probabilmente – ha osservato Ceffa – si tratta di un contenitore amministrativo troppo ampio, che accorpa servizi non sempre strettamente collegati».

Attualmente il costo reale di una giornata di degenza al De Rodolfi è pari a 85 euro, mentre agli utenti viene applicata una retta calmierata di 55 euro. La differenza è coperta dal Comune, che ogni anno versa un contributo superiore a 1,5 milioni di euro.

Nel 2025 l’amministrazione comunale ha bocciato l’ipotesi di realizzare una nuova casa di riposo in via Santa Maria attraverso un’operazione di project financing che coinvolgeva tre soggetti privati – Cooperativa edile Appennino, Iccrea Banca e Il Gabbiano 2.0 – per un investimento stimato in 16 milioni di euro. L’intervento avrebbe interessato un’area pubblica già destinata in passato, ma mai utilizzata, alla realizzazione di un campo da calcio.

«Dal punto di vista tecnico – ha spiegato Ceffa – la proposta non è stata ritenuta di interesse pubblico dagli uffici. Questo non significa che non esistano alternative: continuo a ritenere valida la formula di un partenariato misto pubblico-privato». Secondo l’amministrazione, il project financing presentava diversi profili di rischio, a partire dai maggiori oneri legati al leasing della struttura e dalle possibili criticità amministrative, come il mancato accreditamento regionale.

Il progetto prevedeva la costruzione e la gestione ventennale di una Rsa da 120 posti, con diritto di prelazione per i soggetti proponenti a parità di offerta. Presentata nella primavera del 2024, la proposta è stata respinta con una delibera approvata lo scorso agosto. Nello studio progettuale, i privati ipotizzavano un costo giornaliero per utente di 70 euro, con un risparmio stimato per il Comune di circa 900 mila euro all’anno. Tuttavia, per gli uffici comunali i rischi superavano i benefici.

Il sindaco lascia comunque intendere che il partenariato pubblico-privato resti la strada preferibile per dotare Vigevano di una nuova struttura. In città sono già presenti altre due case di riposo – la Padre Balduzzi e la residenza per sacerdoti di via Monti – entrambe gestite da Opera Charitas, ente legato alla diocesi.

Per quanto riguarda l’attuale sede del De Rodolfi, l’ipotesi è di destinarla in futuro agli uffici dell’Asst, ai servizi sociali e a un numero ridotto di alloggi protetti per anziani autosufficienti, ricavati dalla struttura storica con interventi di adeguamento contenuti.