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17/06/2026 17:32
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Ci sono voluti dieci anni di verifiche, tanti soldi spesi e un pronunciamento del Gip per sistemare lo scarico di una fogna. Quella che ha vissuto Pietro Semplici è una vicenda paradossale fatta di burocrazia e omissioni, il cui costo è ricaduto sulle sue tasche ma anche sulle casse comunali. Nel 2010 la società di Pietro Semplici affitta un immobile a un'altra società. Si tratta di un immobile allacciato direttamente alla fognatura. Durante l'installazione di una nuova fossa biologica Semplici riscontra, però, la presenza di olii e grassi all'interno della rete fognaria in uso all'affittuario. Contatta, così, prima il comune di Vigevano e incarica un privato di analizzare il contenuto della fognatura. Ne emerge che vengono superati del 60% i limiti consentiti di massa grassa. Dopo 17 mesi senza risposte dal comune, gli esiti vengono inoltrati sia ad Asm Vigevano e Lomellina che ad amministrazione comunale. Proprio Asm, su richiesta, però, degli affittuari effettua un sopralluogo, ma anche il Noe dei carabinieri ordina degli approfondimenti. Viene disposta così la revoca dell'autorizzazione dello scarico, ma non a una sanzione da parte della polizia locale, dopo un sopralluogo in cui ha ravvisato la mancata osservanza delle precedenti prescrizioni da parte di Asm stessa. Nel frattempo l'immobile viene riconsegnato al proprietario senza che però sia revocato l'allacciamento fognario, nonostante fosse stato chiesto due volte e senza nessuna osservanza delle precedenti prescrizioni. Sono intanto passati tre anni e il proprietario decide di rivolgersi alla procura della Repubblica per segnalare il problema.


Intanto Semplici ha speso oltre 35 mila euro e il comune è dovuto intervenire a riparare la fognatura.